Chi sono

Originario e attualmente domiciliato in una zona d'Italia in cui i piccoli felini non hanno vita facile, sta cercando di completare la propria formazione accademica poco più a ponente, dove però ha deciso di non tener più dimora.

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mercoledì, 15 febbraio 2006

È un latte che piove

Suadente e viscerale sono rispettivamente il secondo e il terzo aggettivo più adatti per descriverlo. Sconosciuto ai più, ma con una sua schiera di fan tra i blogger, torna con questo nuovo pezzo - di nome Bukkake - Immanuel, sperando di ricevere il giusto riconoscimento dal grande pubblico.

Secondo e terzo aggettivo, si diceva. Il primo, infatti, quello che meglio sintetizza l'intreccio musicale del pezzo, è sicuramente un altro: penetrante.

Certo, a un primissimo ascolto la semplice struttura sintattico-lessicale del testo può sembrare fanciullesca e poco curata, leggermente naif se vogliamo: basti pensare ai molti riferimenti onirici raccontati proprio come farebbe un bambino ("è un latte che piove" su tutti). Ma attenzione, perché proprio da qui è possibile iniziare a comprendere il carattere rinnovatore di Immanuel. Facendo perno su questa considerazione riguardante le parole, infatti, passiamo alla musica.

La linea melodica è ben caratterizzata, netta, definita. Eppure sì, è anche poco curata. Ma perché? Come mai un contenuto come questo ci viene distribuito in una busta così malconcia? Perché - ecco - non possiamo fruirne in toto, costretti invece ad ascoltare qualcosa di non rinifito? E ancora, tenendo presente quanto già detto, cosa può significare una struttura di questo tipo, contenutisticamente delineata (il tema è quello del sogno) ma musicalmente incoerente?

A tutte queste domande non siamo in grado, ora, di rispondere. Di sicuro però esse sono il primo indice di un chiaro messaggio inviato al "resto del mondo" musicale: la centralità delle parole. E non potrebbe che essere così: gli ultimi anni, soprattutto in Italia, hanno visto una produzione di dischi orientata sempre più alla qualità sonora e sempre meno a quella letteraria. Ebbene, questo pezzo fa esattamente l'opposto. Ma allora (le domande che ci poniamo grazie a questa canzone sono tante), è denuncia o naturale svolta?

Il fattore che lascia ben sperare nella denuncia artistica è l'arrangiamento globale, chiaramente improntato verso la hit di successo (Bukkake potrebbe senza problemi essere - ce lo auguriamo - il singolo della prossima estate).

Ad ogni modo, è indubbio che tutte queste considerazioni rimangoano in gran parte soggettive: solo col tempo scopriremo se abbiamo ragione o torto. Speriamo, in cuor nostro, di aver ragione: sarebbe il segnale che che, finalmente, nel panorama culturale italiano qualcosa sta effettivamente cambiando.

postato da: infinitesimo alle ore 14:27 | link | commenti (2)
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Commenti
#1   16 Febbraio 2006 - 11:56
 
non so te... ma da quando l'ho sentita non riesco piu' a sentire altro!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente asended

#2   04 Dicembre 2006 - 00:56
 
VOGLIO CHE TU RIAPRA!

Ari sloggata da casa Mirkuz-Thurs
utente anonimo

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